Il Direttore Generale Giuseppe Sellan: «Tempi senza precedenti, abbiamo assicurato solidità all’Istituto e affiancamento ai clienti»

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«Questi tempi senza precedenti impongono un’azione decisa e condivisa, per continuare a svolgere al meglio la nostra funzione». E’ questo il pensiero del Direttore Generale Giuseppe Sellan a margine dell’approvazione del Bilancio 2020 da parte dell’Assemblea dei Soci, che ribadisce: « Siamo consapevoli che dobbiamo assicurare un equilibrio economico, finanziario e patrimoniale di lungo periodo ovvero, in una parola, la sostenibilità del nostro modello. La Banca denota un soddisfacente profilo tecnico complessivo caratterizzato da un

Il Direttore Generale della Cassa Rurale ed Artigiana dell’Agro Pontino, Giuseppe Sellan

profilo patrimoniale solido (il patrimonio della Banca, comprensivo dell’utile d’esercizio passa da

 del 2019 a 78.801 mila euro al 31 dicembre 2020),  con un Total Capital Ratio pari al 22,82% al 31 dicembre 2020  nettamente superiore al Overall Capital Requirement, adeguati livelli di autofinanziamento e di efficienza rappresentati da un Return on Equity ratio superiore al 5,92%, un Cost to Income pari al 57,24% e un Texas Ratio del 7,6%. Dati che si vanno a sommare ad un profilo di rischio creditizio ampiamente presidiato con un NPL ratio inferiore al 8% e livelli di Coverage complessivo pari al 82,62% (90,6% per le Sofferenze e 64,3% per gli UtP).

Anche nell’anno appena concluso, nonostante la Banca si sia trovata ad operare in un contesto locale reso ancora più complesso dall’emergenza sanitaria, gli Impieghi totali a clientela hanno evidenziato un andamento crescente (7,46%). Al fine di fronteggiare adeguatamente i rischi derivanti dall’emergenza economica del Covid-19, la Banca ha provveduto, a partire dal secondo trimestre 2020, alla revisione degli indirizzi strategici per l’offerta del credito alla clientela focalizzando la propria mission di crescita degli impieghi performing su misure di sostegno finanziario alla clientela in essere.

Questo ha permesso di individuare quote di portafoglio cui indirizzare al meglio il supporto finanziario avvalendosi in primis delle misure previste dal Legislatore nei vari decreti succedutisi nel primo semestre dell’anno (decreto Cura Italia e decreto Liquidità) sotto forma di rimodulazione del credito in essere e di concessione di liquidità aggiuntiva garantita dallo Stato. A ciò si aggiunga la piena adesione della Banca agli Accordi di Settore promossi dall’Associazione Bancaria Italiana che consentono di offrire alla clientela ulteriori benefici per il superamento delle ricadute economiche-finanziarie causate dalla situazione di emergenza.

Le aree di intervento individuate hanno consentito una gestione complessivamente adeguata della macchina operativa sottesa al processo del credito durante le fasi più acute dell’emergenza, con elevatissime percentuali di accoglimento delle richieste di moratoria e di finanziamento, pur mantenendo un costante presidio sulla qualità del portafoglio, sulle dinamiche creditizie, sui rispettivi fattori di rischio.

Al 31 dicembre 2020 il numero totale di richieste di moratoria afferenti alle varie tipologie di intervento (ex Lege, ABI, di iniziativa) accordate dalla Banca è risultato, infatti, pari a 936 per un ammontare complessivo in termini di esposizione lorda pari a 113.760 mila circa.

Con riferimento alle ulteriori misure di intervento sul credito adottate a livello nazionale (decreto “Liquidità) alla fine dell’esercizio risultano erogate circa 1.135 richieste di interventi per un ammontare pari a 42.851 mila euro di nuovi finanziamenti, garantiti dal Fondo Centrale di Garanzia.

Per ciò che attiene alla ripartizione degli impieghi per ramo di attività economica della clientela, il 2020 ha confermato l’incidenza prevalente del comparto dell’agricoltura ancora in crescita rispetto al passato esercizio.

A fine esercizio risultano in essere n. 5.295 clienti utilizzatori di credito (erano 5.105 al 31.12.2019), con un utilizzo medio di circa 78 mila euro sostanzialmente stabile rispetto all’esercizio precedente.

Passando al Conto economico, le incidenze sulle poste che compongono il margine gestione denaro e servizi, evidenziano il peso ancora elevato degli interessi attivi sul margine di intermediazione per effetto della preponderante attività creditizia.

Il peculiare modello di attività caratterizzato da credito erogato a clientela retail (famiglie e piccole imprese), raccolta al dettaglio, bassa leva finanziaria, prudente assunzione di rischio nella gestione del portafoglio di proprietà, minore trasformazione delle scadenze per il prevalere di finanziamenti a tasso variabile, rendono la Cassa fortemente dipendente dal margine d’interesse (pari a euro 14.871 mila) nella determinazione del risultato complessivo di esercizio. Lo sviluppo degli Interessi attivi a clientela è stato penalizzato dall’Euribor costantemente negativo; mentre gli interessi passivi hanno beneficiano della costante politica di contenimento del costo della Raccolta Diretta, soprattutto di quella a termine.

Il margine di intermediazione, pari a euro 22.703 mila euro (+ 1,04%) evidenzia,tuttavia, una crescita significativa della componente commissionale legata: a distribuzione di servizi di terzi ai servizi di gestione, intermediazione e consulenza (+6,02%) e ai servizi di incasso e pagamento (+3.40%).

Il costo del personale si attesta a 7.485 mila euro, in diminuzione rispetto allo scorso esercizio (-5,52%).

Si perviene pertanto ad un utile netto di esercizio pari ad 4.310 euro, rispetto ai 4.233 euro dell’esercizio 2019 (+1,82%)».

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